I castelli delle rose nell’inverno a – 30° C VII Parte – Ove nevica sulle protezioni quasi finite

Il giorno dopo, data astrale 22 novembre 2010, Alquanto Zampesco mi sollecita ad aprire gli occhi e, speditamente, ad aprigli la porta ché si devono, mi fa capire, controllare i confini del Territorio Suo.

SVEGLIAAAA!!!! Devo controllare se lo Smilzo è venuto nei paraggi, io!

Mi alzo, apro gli scuri e… tie’ è nevicato.

finestra e neve _7005999 come oggetto avanzato-1

Mi propongo di acquietare Zampesco, che mi estenua pigiama e polpaccio, con una scatoletta.
In attesa che le nuvole si dissolvano, come sembra. E intanto penso che giusto in tempo abbiamo finito il lavoro, stanchi morti e intirizziti, ier sera: le rose, se tutto funziona come speriamo, saranno prigioniere, ma protette, nei loro castelli fino al disgelo.

neve_3000011 come oggetto avanzato-1

Ora le nuvole si stanno sollevando: dobbiamo ancora ricoprire i tettucci a cono con delle ramaglie d’abete: per ora li abbiamo appesantiti, di modo che il vento non se li porti via, con i tubi di irrigazione. Non è un bel vedere, lo so. Ma è provvisorio: andremo da Obojes a pietire qualche frondoso ramo d’aghifoglia e finiremo.

Anzi no: qualcuno, imperterrito, insiste nella una sua proposta di rivestimento con cannicciato e si mette a trafficare come un cappellaio (matto). Si intravede un orrendo prototipo davanti a lui; voi fate finta di nulla e passiamo oltre, eh?

ultimi lavori di protezione invernale _7006430 come oggetto avanzato-1

Per chi si chiedesse quali strane salcicce avessimo appeso lassù devo precisare che trattasi di canederli extra di grasso, crusca e semi, per gli uccelletti, segnatamente per cinciallegre e cinciarelle, messi al riparo dalle intemperie e – gli uccelletti – da gattazzi di passaggio.

canederli uccellini_7006001 come oggetto avanzato-1

Le sagome scure a forma di rondine ho dovuto, mio malgrado,  risolvermi ad attaccarle a porte e a finestre, dopo aver assistito a capocciate tremende e a svenimenti di questi piccoli uccelli miei ospiti, che, ingannati dal riflesso, più di una volta han percosso duramente il vetro, credendolo aria, e rovinando a terra. Facili preda di gatti, non sia mai!
Esco e capisco perché a qualcuno non è bastata una scatoletta di puzzonissimo mangime per distrarsi: c’è la tigre Obelix che minaccia i confini!

minacce ai confini di Pummaròland: la tigre Obelix

Obelix, un gattone a palla ma timido, come mi vede torna lesto di dov’era venuto, e mi risolvo, visto che il tempo sembra rimettersi al bello, a fare uscire il nostro eroe, impaziente,

micio alla porta _7006002 come oggetto avanzato-1

ma appena fuori di convalescenza per via di una feritina alla zampa. Che stentava a rimarginarsi ed ora è stata definitivamente medicata.

mal ai pe'

Ora il nostro Zampesco potrà uscire a controllare, mentre la neve, anche stavolta effimera, si scioglie e il cielo si rasserena.
Non smettono mai di meravigliarmi i repentini cambiamenti di luce, colori (temperature!) che in questa valle si susseguono in pochi minuti.

i castelli delle rose (in divenire)

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4 pensieri su “I castelli delle rose nell’inverno a – 30° C VII Parte – Ove nevica sulle protezioni quasi finite”

    1. eh sì: il suolo è appena sgelato qui e ho disseppellito le rose. 🙂
      e siccome non sono stata una brava bambina e non ho fatto i compiti ho dovuto riprendere dall’autunno con gli esami di riparazione 🙂

      Mi piace

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