Maccafame (uno dei molti) Vicentino

maccafame-vicentinoMolte sono le versioni di questa ricetta, spesso molto diverse tra loro, in particolare per quel che riguarda la presenza delle mele, per cui io ho un’idea originale che realizzerò appena possibile.
Per questa sono grata a Francesca, e la ricetta si trova qui.
A sua volta lei accenna a un libro, da cui l’avrebbe tratta, che però non nomina.
Ingredienti:

Pane raffermo tagliato a piccoli pezzi/sbriciolato 250 g
Latte 1 litro
Zucchero 200 g 
Uova 5
Burro 100 g
Scorza grattugiata  di mezzo limone
Scorza grattugiata di mezza arancia 
Uva passa 100 g (io ho usato della sultanina e del mirtillo rosso (cranberry))
Fecola di patate 1 cucchiaio da tè
Lievito per dolci 1 cucchiaino
Rum 1 cucchiaio da tavola 
Pangrattato qb

Tirar fuori le uova dal frigo e sciogliere il burro a bagnomaria.
Portate il forno a 170 gradi.
Imburrate uno stampo apribile a cerniera, io ho foderato il fondo con della carta forno. Potreste invece anche imburrarlo e cospargerlo di pangrattato ben setacciato, alternativamente; io però non mi fido e non credo che abbandonerò il metodo della carta forno sul fondo.
Nel frattempo ammorbidire il pane con il latte, aggiungendolo in più riprese e schiacciando il pane con una forchetta, il pane e il latte dovranno ridursi a crema, quindi è bene prepararlo già ben rammollito e uniformato.
Non ho qui la planetaria e quindi ho usato, per quasi tutta la lavorazione, l’accessorio a fruste di un vecchio Braun K1000, utilizzando le fruste più solide e, ovviamente, la ciotola in dotazione. Ho pertanto inserito la pappetta formata dal pane inzuppato nel latte nella ciotola di questo mixer e l’ho lavorato per qualche minuto, fino a renderlo della consistenza di una crema.
Ho aggiunto lo zucchero, poco alla volta, a seguire le uova, uno alla volta, incorporandole bene prima di passare al successivo.
Il burro, ormai ben intiepidito, le scorze degli agrumi, il rum, il pochissimo lievito, setacciato  e, a mano, con un cucchiaio, l’uva passa (non l’ho ammollata, l’ho sciacquata velocemente in acqua tiepida, asciugata per bene e avvolta nella fecola di patate proprio all’ultimo momento, prima di incorporarla all’impasto).

E’ fatto, riempite lo stampo, muovetelo per livellare l’impasto, infornate e … ci vuole un bel po’: a me c’è voluta un’ora e dieci ma controllate pure voi, si colora un pochetto e si gonfia molto, riabbassandosi, poi, all’uscita dal forno.
Lasciate che si stabilizzi nello stampo attendendo con pazienza che si intiepisca, solo allora aprite lo stampo e mettete il tutto a raffreddare sulla griglia (io ho lasciato la carta forno sotto il dolce ancora per un po’).

Una volta intiepidito cospargere di zucchero al velo.

Penso che la prossima volta lo farò in formine individuali e ho anche qualche altra idea, che, una volta sperimentata spero con successo, pubblicherò.

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