Budino di riso Asturiano Arroz con Leche Asturiano

Ho trovato questa ricetta cercando ispirazione per un dessert da potersi trasportare/servire in contenitori individuali, che prevedesse una cottura non necessariamente nel forno e nemmeno troppa attenzione da parte mia.

Eccovi un video molto ben fatto, con proporzioni diverse (la metà del riso sullo stesso quantitativo di latte, ovviamente il risultato è più cremoso) e qualche altra lieve differenza.

Qui potete seguire i passaggi (NB: il sale viene aggiunto alla fine) e cogliere pure il colpo finale, con la caramellizzazione a fiamma dello zucchero, in superficie, cosa che rende questo dessert ancora più buono (e bello) e profumato e gustoso.

L’idea era quella di utilizzare la slow cooker, questa la mia, che consiglio vivamente, quindi di preparare poche cose, impostare il timer e dimenticarmene, o quasi.
Così sono finita su questa pagina e l’esperimento, mi è piaciuto, compresa la mia personale variazione, diretta all’utilizzo liberatorio della slow cooker.

Ingredienti:

– 200 grammi di riso, io ho usato il riso Originario, che trovo adatto a questi dolci
– 250 grammi di zucchero (dopo la prima prova ne ho ridotto l’ammontare di circa un etto, mettendone 160 grammi)
– 50 gr di burro
– un litro e mezzo di latte intero
– due bastoncini di cannella
– La scorza di un grosso limone bio o non trattato, grattugiata
– Un pizzico di sale
– Cannella in polvere
– Un tocco di Anisette, se piace, io non l’ho usata perché non ne avevo, ma penso che ci starebbe bene.
Ho messo il riso per un po’ in ammollo in acqua fredda, con un po’ di sale, non che l’ammollo sia necessario ma io preferisco che il riso resti un po’ meno colloso e compatto.

Ho riscaldato brevemente il latte, evitando di portarlo a ebollizione, e l’ho quindi versato nella slow cooker, impostando su High e aggiungendo, dopo qualche tempo perché il latte riprendesse temperatura, il riso ben drenato, un pizzico di sale, la cannella in canna, la scorza del limone , (grattugiata evitando di intaccare l’albedo, che lascia un gusto amaro e, qui, spiacevole). Ho impostato il tempo su due ore a potenza Low. La cottura in un tegame normale, sul fornello, richiede da un’ora e mezza o due, a fiamma bassissima, a partire dal momento in cui si aggiunge il riso e gli altri ingredienti al latte – così sulla pagina da cui ho tratto la ricetta – ma io penso che il latte si asciugherebbe molto prima, provateci: ovviamente, bisogna star di guardia e mescolare spesso per evitare che il riso si attacchi sul fondo.

Una volta che la cottura lenta del riso sia in dirittura di arrivo e il riso ammorbidito, intorno alle due ore di cottura, si aggiungono il burro e lo zucchero e si mescola. Si continua a cuocere ancora per qualche minuto mentre zucchero e burro si fondono e il riso si trasforma in un  delizioso dessert cremoso e profumato, da consumarsi tiepido o freddo. Ovviamente, se si completa con lo zucchero caramellato a fiamma, il dessert richiede di essere dapprima refrigerato, e finito al momento di servire.
L’aroma e la consistenza migliorano entrambe se il dolce viene consumato dopo qualche ora, e quindi preparato, versato nei contenitori individuali, come preferisco fare io, e conservato in frigo.

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6 pensieri su “Budino di riso Asturiano Arroz con Leche Asturiano”

  1. buono, budino di riso sempre buono. a me piacciono anche quelli del super (tipo Mullerice) e in lattina, figurati.
    alla fine però (e ne ho fatti tanti: con più o meno zucchero, con latte di mucca, cocco, mandorle, con uova alla fine, con limone, con foglie di alloro)…. io preferisco quello inglese che secondo me molto più delicato: 60 g riso su un paio di lt di latte intero e un qualche cucchiaio di vaniglia + in forno per ore e ore.
    cmq bene che ti vedo ritornata pimpante (aspetto ricetta liptaeur, mi raccomando, che poi correggo anche da me – gr) ci

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    1. non oso pensare con latte di cocco o di mandorle. Io dipendente dal ritzogala greco, che si trova in qualche supermercato però proverò la tua ricetta (spero di trovarla sul tuo blog).
      Eh pimpante, sapessi i kg che ho messo SOPRA quelli già accumulati!!!
      (sì sì, Liptauer in ricerca, poi ti avviso)

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  2. copio e incollo, qualora anche altri fossero incuriositi; questa la ricetta che formalizzato, ma ovviamente poi si va molto a orecchio:

    Baked Rice pudding
    Ia crema di riso al forno

    Il Rice pudding è uno di quei dolci che per molti inglesi è indelebilmente associato al ricordo di un insipido, a volte rivoltante, mangiar da bambini: un pappone’di riso, solido e indigesto, spacciato per dessert.
    È un classico ‘nursery pudding’, cioè uno di quei dolci che nel corso dei secoli si è progressivamente semplificato, tanto da venire alla fine relegato, nella sua veste più blanda, alla nursery, nelle case abbienti il regno incontrastato dei bambini e della nanny.
    A prestare fede a molti inglesi di una certa età e classe sociale, nanny molto spesso sapeva a malapena bollire un uovo e non pochi erano i misfatti culinari da lei perpetrati ed inflitti ai piccoletti indifesi, con la scusa di un mangiare ‘leggero e nutriente. Tutto il mondo è paese d’altro canto e sappiamo che il fatidico ‘mangia che ti fa bene’ è responsabile per molti traumi infantili.
    Preparato frettolosamente e senza cura, il rice pudding può essere un obbrobrio; con generosità di spirito e ingredienti di prim’ordine, è invece uno di quei dolci semplicissimi che suscitano meraviglia e approvazione.
    Il rice pudding ha origini illustri. Per secoli, il riso è stato, in Occidente, un ingrediente prezioso, in parte alimento per ricchi, in parte medicamento portentoso: nel Cinquecento, alle madri che allattavano, lo si dava, cotto nel latte con zucchero, semi di finocchio polverizzati e mollica di pane, per migliorare il loro latte e ancora a metà del Seicento, bollito con zucchero e cannella, il riso era considerato un afrodisiaco.
    Il riso indiano e asiatico inizia ad essere importato nel nord Europa soltanto dal Milleduecento: è un ingrediente così prezioso da essere custodito sottochiave con le spezie e lo zucchero, anch’esso raro. Veniva bollito e poi mischiato col latte, sia vaccino sia di mandorle, zuccherato e, spesso, colorato con zafferano o erbe profumate.
    Le prime ricette per baked rice pudding appaiono all’inizio del Milleseicento: si trattava di piatti ricchi e molto elaborati, caratterizzati da una stratificazione e un’accumulazione di sapori a cui non siamo più abituati. Davidson (1999) cita un dolce di riso, i cui ingredienti non promettono niente di buono: oltre ai soliti zucchero, uvette, spezie & aromi varie, erano anche previsto midollo di bue e ambergris, una secrezione intestinale dei capodogli.
    Nel Settecento, il rice pudding si raffina: il riso viene spesso prima bollito nel latte aromatizzato con della cannella e poi cotto al forno con generose quantità di burro e uova, speziato con noce moscata e profumato con essenza di rose. Le uvette erano spesso consigliate, così come un’aggiunta di Brandy o sherry; decorazioni di pasta sfoglia, attorno alla teglia, rendevano poi il piatto un vero spettacolo per gli occhi.
    Contemporaneamente però, iniziano ad imporsi anche, soprattutto nelle case meno abbienti, pudding di riso, più semplici ed economici: il riso, quasi sempre mischiato a uvette, era racchiuso in un canovaccio (poi ben legato) e bollito per ore; si serviva con burro fuso, zucchero e noce moscata.
    Questa semplificazione prenderà il sopravvento e progressivamente, il rice pudding diventa una semplice crema di riso, cotta nel latte, appena aromatizzata con della noce moscata, di solito: insomma un buon dolce domestico, alla portata di tutti.
    Il rischio insito in ogni semplificazione è però la banalizzazione e lo stravolgimento, peggiorandolo, di un pur nobile modello di partenza. Così è appunto avvenuto per il rice pudding. Sono ora molti gli inglesi che hanno assaggiato soltanto il rice pudding in lattina, di cui vi risparmio vi la descrizione.

    Un rice pudding ben fatto prevede soltanto una regola ferrea: il riso deve assorbire il latte molto lentamente e gradualmente disfarsi.
    Aggiungendo della panna o una noce di burro verso la fine, si otterrà un pudding con una crosticina caramellata che per molti è la parte più golosa. Cannella, vaniglia, limone, alloro e noce moscata (la loro combinazione è eccellente, tra l’altro) sono tutti aromi possibili e tradizionali.
    Io preferisco un rice pudding tiepido, di consistenza abbastanza fluida e accompagnato da panna fredda e una cucchiaiata di marmellata casalinga riscaldata e ‘corretta’con del succo di limone. Deliziosamente fuori moda, è abbinare il rice pudding a della marmalade (vedi basics), in estate invece, il rice pudding con dei frutti di bosco, a temperatura ambiente, appena zuccherati e schiacciati grossolanamente, è superlativo.

    Per 4-6
    75 g di riso per minestre e dolci (rice pudding); Il riso per risotti non funziona perché non si disfa bene
    1.5/2 lt circa di latte
    30 g di burro
    30 g di zucchero (caster sugar)
    un baccello di vaniglia aperto (o uno degli aromi indicati)
    un pizzico di sale

    Una pirofila da forno bassa e larga

    Scaldate il forno a 100°
    Scaldate il riso, la metà circa del latte e gli altri ingredienti, senza farlo però bollire. Travasatelo nella pirofila e infornatelo.
    Cuocete per 4 ore circa, mescolando ogni tanto e aggiungendo gradatamente il resto del latte (lasciato a temperatura ambiente).
    Un buon rice pudding non deve risultare solido alla fine, quindi regolatevi sulla quantità di latte necessaria.
    Verso la fine (ultima ora), aggiungere anche 3 cucchiai di panna. Se volete otterrete una crosticina caramellata, d’ora in poi non mescolate più.
    Servitelo tiepido con abbondante panna fredda passata a parte.

    Jane Grigson (1974) suggerisce una variazione golosa: potete aggiungere verso la fine 2 tuorli e 2 uova sbattuti a parte. Ancora 10 minuti in forno e avrete un pudding diverso ma altrettanto delizioso: una crema gialla di riso.

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