Archivi categoria: Giardino d’inverno

L’inverno!

Così, con delle corvée paurose, ci eravamo infine attrezzati per proteggere le nostre rose più sensibili dai rigori invernali.
Ancora non sapevamo se la nostra soluzione avrebbe funzionato.
E l’inverno non è tardato

E so' indignato e vo affà er Walden nei boschi: questa intitola a "Il paese dalle ombre lunghe" e poi chiosa "con quell'ombra grassoccia lì in mezzo".

– e non ci dispiaceva punto: piantati in massa crocus e narcisi– mai abbastanza, avremmo considerato al debutto primaverile – riverniciate con l’impregnante (ad acqua) le mangiatoie per gli uccellini, comprate altre, fatte provviste di canederli di grasso e semi e di mangime, stipulati accordi di rientro serale col gattazzo sudtirolese, attendevamo che la neve imbiancasse in modo persistente il nostro giardino e il paesaggio intorno, rendendolo fiabesco.

Perché così è l’inverno, qui, alle prime avvisaglie.

aspettando il sole un martedì d'aprile

I cavallini Haflinger, a Durna in Selve – Durnwald,  dal lato opposto della valle.

Slitta? Non se ne parla nemmeno!

La chiesetta di fianco al maso.

una valle a nascondino

La strada dei taglialegna, verso il bosco.

verso il solstizio d'inverno

Il maso.

luce di neve la mattina al maso

L’incantevole signora, ladina, del maso.

dimmi di questa linea

Alberi.

ancora neve - fa un freddo becco

Tornata a casa, giusto per non congelare: ecco il cicaleccio (!) delle cincie, affezionate clienti della nostra mensa all season.
Non le vedete?  Cliccate qui.

il buongiorno della nuova stagione è un uccellino, anzi due!

E il severo guardiano dei castelli di rose, qualche tempo – e foglia – dopo, intento a vigilare fin dal mattino.

il guardiano dei castelli di rose

Oh, un guardiano da non contrariare, naturalmente.

Natura Selvaggia: Il puma delle nevi della Val Casìes

Capite cosa intenda.

Per la serie Natura Selvaggia Fratella presenta: il puma delle nevi della Val Casies: l'agguato.

Pure gli oggetti apparentemente inanimati sono a rischio.

'a sdraio tu m'hai provocato ...

Sono certa di averlo sentito parafrasare Alberto Sordi.
Sì, sì, ha detto: “‘a sdraio tu m’hai provocato!” prima di passare alla rappresaglia.
Assicuro i malpensanti che al massimo m’ero bevuta una sobria birra. E una grappetta sola. Alla genziana.

Nemmeno a stomaco vuoto.

Ora di sparecchiare

O era la volta del vino con le caldarroste?

Anzi Törggelen, su braci di tralci di vite, che un amico del trevigiano ci passa, assieme ai tutoli del granturco, eccezionali per far fuoco.

caldarroste, anzi Törggelen!!!

Pronte e fumanti.

pronte fumanti!

Tornando alle avvertenze: oltre a non irritare il feroce felino, dovreste guardarvi, mentre procedete nel bianco, dal calpestare l’irascibile spirito delle nevi. Vi potrebbe inghiottire in un sol boccone!

Help me! Ghost of Snows wants to eat me!!!

Inverno, e si capisce,  è anche nevicare. E uccelli da sfamare. Con regolarità, altrimenti non si dovrebbe iniziare ad alimentarli. Non è un gioco la sopravvivenza a -30° C.
Quando il gioco si fa duro – e la neve è alta, le gazze lasciano i prati e vengono più vicine alla casa, a pietire qualche seme.
Ecco, durante una nevicata, la gazza.
La gazza e la mangiatoia I tempo.

vengo anch'io!/no tu no!/e perché?/perché no!

La gazza e la mangiatoia II tempo

a winter guest

La gazza quasi contro la mangiatoia (III tempo)

Volo Bo(e)ing Style

Niente da fare: le getterò dei semi di girasole, che tuttavia scompariranno in breve sotto la neve.

Ma il passero, felice e contento del servizio, se ne esce di volata a chiamare gli amici.

cliente soddisfatto va a chiamare amici

In seguito avremmo tentato di escogitare una mangiatoia apposita, con più spazio tra l’appiglio e il recipiente del cibo, per consentire alle gazze di sorreggersi e di giungere ai semi, al coperto.
Fatta e montata, fu ignorata dalle gazze e grandemente apprezzata, oltre che da cinciallegre e cinciarelle, da un cardellino, visto proprio oggi mentre ci stazionava per un pezzo, scofanandosi, con manifesto entusiasmo, i semi di girasole.

E a proposito dell’oggi: prometto solennemente che dal prossimo post si inaugurerà la (qui tardiva) primavera! Via libera a crocus, scille siberiche, narcisi precoci. E qualche piantina di nuovo acquisto a dare un tocco di colore. O a promettere dolci lamponi a settembre.

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ove si spera di non ritrarre più nevi ghiacciate e foglie imprigionate. E che i lucherini tornino ai loro nidi, sui pini in alto in alto

l’inverno nel mio cuore, inserito originariamente da fratella.

non ho più visto i lucherini. Ed ora so perché. Un errore utilizzare quella mangiatoia da cui cadono i semi con troppa facilità.
La gatta deve aver colpito, rapida, tra gli uccelletti in terra. A spasso in quella benedizione di panìco, girasole e muesli.
E ne ha lasciato uno, per me, spero l’unico preso, che ho seppellito stamattina nel minimo strato di terra non ghiacciata, quasi al pedale dell’uva spina.