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Era un impasto (descritto come) per Naan ma io ci ho fatto i panzerotti.

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da Linda Collister, che fu chef della defunta regina madre UK, dal suo The Bread Book.
Una sua collaboratrice indiana prepara questo impasto per un suo Naan (del Punjab): divide in otto la pasta e col mattarello ne ricava dischi di 22-23 cm. spianandoli col mattarello. E li fa cuocere in trenta secondi per parte sotto il grill caldissimo e il forno al massimo.

L’impasto si fa alla velocissima e sporcando poco e niente.

250 gr. Farina autolievitante

2 tbsp yogurt, possibilmente fresco (io uso quello appena fatto)

1 tsp sale

115 ml. acqua tiepida

In una terrina versare la farina, lo yogurt, il sale e aggiungerci l’acqua un po’ alla volta.
(io ho fatto una specie di nido nella farina e ce l’ho versata tutta).
Lavorare con le dita fino ad ottenere, a partire dai primi fiocchi di farina imbevuta dei liquidi, un impasto morbido e leggermente appiccicoso.
Impastare per pochissimo con la mano, lasciare, a palla, nella ciotola in riposo per un’ora, coperto con un telo inumidito, al caldo.

Dividere l’impasto in cinque o sei parti, formarle a sferetta, appiattirle assottigliandole parecchio a gusto vostro (dovranno resistere al ripieno). Ponete il ripieno su ogni dischetto e chiudete bene, formando delle mezzelune e vedrete che resteranno saldati ottimamente. Quanto al ripieno si va un po’ allo svuota frigo, formaggio di vario tipo, grattugiato o reso a finissime lamelle con la Microplane, oppure, sbriciolato (se si pensa che fonda nel tempo in cui il panzerotto frigge), olive, acciughe, magari provare con un ripieno di verdure, asciugato molto in padella, come per esempio spinaci o altro. Insomma si va di fantasia. Anche, penso, radicchio trevigiano saltato, a cui si unisca del bergader o gorgonzola, prosciutto e formaggio….Insomma ripieno Laqualsiasi.

Io li ho fritti nell’olio di oliva. Tanto buoni e non si riempiono d’olio, però penso che si possano anche cuocere bene in forno. Non so se chiamandoli panzerotti io sia in errore, certo non ho inteso richiamarmi ad alcuna tradizione nel senso dell’ortodossia.