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Confettura di ciliegie alla menta Ferber Larousse des Confitures

Fonte immagine: sardegnainblog.it
Un’altra confettura meravigliosa, sempre dal Larousse des Confitures,  anche questa finora non uscita, che io sappia, sulle ribalte dei vari blog o diffusa in forum, o sparita nei gruppi FB.

Ingredienti:

1,2 ciliegie (1 kg netto, snocciolate)
800 gr. zucchero semolato
il succo di un piccolo limone
25 foglie di menta fresca
(AAA chi pensa di diminuire lo zucchero, a prescindere, legga la ricetta e rifletta sui 25 cl di acqua aggiunta e sul fatto che è una confettura col metodo dello zucchero cotto)

Si fa in due tempi, nello stesso giorno se cominciate il mattino.

1) Mescolate le ciliegie, lavate, private del picciolo, snocciolate (tenete i noccioli, per gli usi scriverò in un altro post), con lo zucchero e il succo del limone, in una terrina non metallica.
Fate bollire 25 cl di acqua e ponetevi in infusione (non decotto eh) le foglie di menta, per una decina di minuti.
Versate il tutto sulle ciliegie.
Lasciate macerare otto ore.

2) Alla sera (se avete cominciato il mattino) ritirate le foglie di menta e separate le ciliege dal succo, aiutandovi con una schiumarola.
Mettete il succo nella pentola per le marmellate, portate a ebollizione mescolando, schiumate e cuocete a fuoco vivo fino al grado di petit perlé (110 ° C)

3) Riunite allora le ciliegie e la menta allo sciroppo e continuate a fuoco vivo per circa una decina di minuti, fino a quando le ciliegie siano “candite” e lo sciroppo sia addensato.

4) Verificate la cottura, ritirate dal fuoco, dividete la menta nei vari vasetti (sterili e caldi) e invasate nel modo consueto.

 

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Confettura di fragole e lamponi al succo di ribes rosso Ferber Larousse des Confitures

il canetto che sfrugugliava (a) i lamponi

Una confettura sensazionale, dal Larousse des Confitures, finora non uscita sulle ribalte dei vari blog, sperando che le varie blogger si trattengano da questo luccichio.
(Pochissime persone hanno comprato il meraviglioso libro, appunto costosetto, che tuttavia consiglio vivamente. Io ne possiedo un’altra edizione, rispetto a quella segnalata poc’anzi, questa)

Ingredienti

450 g di piccole fragole (400 g netti)
500 g di lamponi (400 g privati dei semi)
550 g di ribes rosso (500 g netti)
900 g di zucchero semolato
Il succo di un piccolo limone

Preparazione

Primo giorno:

1) Spremere il limone e filtrarne il succo
Lavate velocemente le fragole sotto un getto di acqua fredda e asciugatele per bene, liberatele del picciolo e riunitele in una terrina non metallica con metà dello zucchero (450 g) irrorandole col succo di limone.
Passare i lamponi al setaccio fine (io ne ho uno apposito, per recuperare la polpa dei lamponi trattenendo i semi)

2) Versare il ribes brevemente lavato, sgocciolato e sgranato con 10 cl di acqua in una casseruola. Portate velocemente a ebollizione e contate una decina di minuti di cottura a fuoco vivo comprimendo gli acini con il dorso della schiumarola per romperli. Togliere dal fuoco e versare tutto in un colino fine sopra una ciotola per recuperare il succo, spremendo delicatamente i frutti. Si dovrebbero ottenere circa 25-30 cl di succo

3) Riunire nella casseruola che usate in cottura il succo del ribes rosso, la polpa del lampone e il resto dello zucchero. Portare a ebollizione (non raggiungete l’ebollizione prima che lo zucchero sia perfettamente sciolto) e poi,  a fuoco alto,  procedete per 3 minuti. Aggiungere le fragole e riportare a ebollizione, proseguendo nella cottura per altri 3 minuti.

4) Togliere dal fuoco, versare in una terrina NON metallica (vetro, ceramica o acciaio inox di qualità), coprite lasciare macerare al fresco per 12 ore.

Secondo giorno:

4) Trasferire il contenuto della terrina nella pentola di cottura della marmellata. Portare a ebollizione e cuocere a fuoco alto per 5 minuti. La cottura termina quando la temperatura raggiunge i 105 ° C con il termometro dello zucchero. Togliere dal fuoco e versare nei barattoli sterili ancora caldissimi procedendo come di consueto con le vostre conserve.

Non ho le foto perché l’ultima volta l’ho fatta in montagna, in Val Casìes, con i miei ribes, i miei lamponi e fragole cresciute a 1460 metri al Regiohof, raccolte alle sei del mattino il giorno stesso.
E’, come immaginerete, bellissima e di color rubino.

Gelatina di limone giallo Ferber Leçons de Confitures

Gelatina di limone giallo Gelée de citron jaune Ferber Leçons de confitures, trovate quella del Larousse des confitures qui.

Gélée in progress

Ho trovato, come mele bio, delle Stark non troppo mature, e quelle ho utilizzato, mi pare con buon risultato.

E’ un procedimento che si fa in due giorni, o, insomma, con una notte di mezzo: iniziate la sera e al mattino del giorno dopo potreste aver finito il tutto.

750 gr. di mele acide, Granny Smith, io, non trovandone di bio, Stark

80 cl. di acqua + altri 40 cl.

1,3 kg. circa di limoni, di cui due non trattati (si deve ottenere mezzo litro di succo e si utilizzeranno i flavedi (la sola parte colorata della scorza) dei due limoni, e anche l’albedo di uno). Io ho fatto questa ricetta proprio per utilizzare il succo dei limoni (tutti non trattati) impiegati per il limoncello, quindi al momento giusto li spazzolerò con cura sotto l’acqua corrente e procederò a rimuoverne la scorza per il limoncello e per questa ricetta (limitatamente alle scorze di due limoni). Per quanto riguarda il limoncello per non disperdere le essenze avrò già a disposizione un vaso perfettamente pulito e l’alcool a 96 gradi, così via via metterò le scorze prelevate direttamente nell’alcool, tenendo quelle degli altri due limoni a parte per questa ricetta.

1 kg zucchero semolato

un pizzico di sale

Il primo giorno, tempo di pectina

1) Sciacquate le mele molto bene e tagliatele in quarti senza pelarle, lasciate torsolo e semi ma rimuovete il picciolo.

2) Mettete le mele in una casseruola e copritele con gli 80 cl. di acqua fate cuocere a fuoco dolce sobbollendo per una trentina di minuti

3) Filtrate il succo ottenuto dapprima attraverso un chinois fine o anche direttamente attraverso un telo, o jelly bag sterilizzati (bollire una decina di minuti prima dell’uso, lavare sempre a mano e senza detersivi), io uso anche un telo da formaggio in lino, messo doppio. Il succo dovrà essere raccolto in un sottostante contenitore non metallico (inox o vetro o ceramica). Lasciate scolare tutta la notte al fresco, di modo che le impurità si depositino al fondo del recipiente.

Qui ho usato una étamine in un bellissimo quanto funzionale imbuto, molto Fortuny style, nella foto precedente una jelly bag col suo sostegno e questo .

Etamine e imbuto Fortuny

Il secondo giorno

4) Prelevate le scorze gialle, senza intaccare l’albedo, la parte bianca di tutti i limoni non trattati, (usatele per il limoncello, e mettetele subito sotto alcool, tranne quella di due)

5) Spremete i limoni e aggiungetene eventualmente altri, il succo deve essere pari a mezzo litro, filtratelo attraverso un chinois a maglie fini e riservate la parte fibrosa, unitamente ai semi, e alla parta bianca di uno dei limoni spremuti.

6) Sbianchite in una piccola casseruola, in 40 cl di acqua e un pizzico di sale, le scorze dei due limoni, fate bollire per cinque minuti e raffreddate sotto acqua fredda. Tagliate le scorzette a striscioline sottili.

7) Misurate il succo delle mele (ve ne servirà mezzo litro, il resto tenetelo per un’altra gélée o marmellata/confettura) e versatelo lentamente (e lasciando il deposito sul fondo nel recipiente) nella pentola di cottura, riunitevi il succo di limone, lo zucchero e le scorze finemente tagliate, inserite in un lino leggero, a mo’ di fagottino, il residuo della spremuta dei limoni, chiudetelo con spago da cucina e immergetelo nel liquido, trattenendolo sul manico della pentola con lo spago, annodato.

Iniziate a fuoco molto basso e mescolate con cura vegliando sulla soluzione dello zucchero, che deve effettuarsi prima dell’ebollizione. Una volta disciolto lo zucchero portate rapidamente all’ebollizione a fuoco vivo schiumando regolarmente e continuate così per una decina di minuti, fino a quando il termometro da zuccheri non segni 105° e/o la verifica della consistenza non dia i suoi risultati.
Spremete con una schiumarola il fagottino di semi e fibre e rimuovetelo dalla conserva.
Invasate come di consueto in vasi sterilizzati (io in forno).

Variante (vivamente consigliata, ma in altro libro e sempre per ricetta di gélée) A inizio cottura aggiungete nella pentola da confettura 25 foglie di menta (io piperita) e 25 di erba cedrina (lippia citriodora) almeno così penso intendesse con verveine (verveine-citronelle, integro io il suo francese, visto che di verveine-citronelle scrive all’inizio del libro).

P.S. Non butterete via le mele, eh, con quelle, passate al passaverdura disco con fori sottili, ci potrete fare altre cose, e buone!

Confettura (agrodolce) di zucchine e mele alla badiana Confiture de courgettes et pommes à la badiane Ferber

Scheda botanica cucurbita pepo (zucchina)

Dall’ottimo Leçons des confitures (prendetelo finché lo trovate, è una miniera).
Santa Zucchina che meraviglia questa conserva! Potreste farla adesso, approfittando delle ultime zucchine non di serra, magari con della gélée di mele, non mele o pere cotogne, adesso non ancora utilizzabili.

Si fa in due giorni e dovreste avere a disposizione della gélée di mele o di mele o pere cotogne – io ne avevo di melette del mio malus john downie.

600 gr. Zucchine (mezzo chilo netto)

750 gr. Mele (mezzo chilo netto)

800 gr. Zucchero semolato

200 gr. di gélée mele o di mele o pere cotogne

Il succo di un piccolo limone

10 cl. di aceto aromatico

3 stelle di badiana

100 gr. Di uvetta di smirne

50 gr. Pinoli

Io ho usato delle mie zucchine piccole piccole, infanti insomma, e non le ho sbucciate. La buccia conferisce un che di amarotico alla conserva, soprattutto con l’andare del tempo. Provate a farne qualche vasetto sbucciandole ed altri no. Non sbucciandole la conserva è strabuona se consumata dopo poco (sempre un mesetto o due), l’amarotico si fa sentire più forte via via che il tempo passa ma per me è piacevolissimo.

Primo giorno:

Sbucciate o no che abbiate le zucchine, ovviamente già private delle estremità, riducete in dadini molto piccoli.
Spremete il limone e mettete da parte il succo, che servirà molto presto.
Sbucciate le mele, privatele del torsolo, tagliatele in lamelle di 2 mm di spessore.
Riunite i dadi di zucchine, le lamelle di mela in una terrina, aggiungendo il succo di limone, lo zucchero  e le tre stelle di badiana, mettete sul fornello, e mescolando delicatamente portate al primo accenno di ebollizione (al fremito) e lasciate in macerazione per uba notte coperte da carta forno (direttamente appoggiata alla superficie della preparazione).
Se non ne avete di scorta preparatevi la gelée di mele per il giorno successivo.

Secondo giorno:

Versate il tutto nella casseruola per le confetture e portate lentamente a ebollizione mescolando delicatamente.  Alzate la fiamma e mantenete l’ebollizione a fuoco vivo per una decina di minuti, sempre mescolando e schiumando.
Aggiungete la gélée e l’aceto balsamico, l’uvetta e i pinoli e fate bollire ancora per cinque minuti.
Fate la prova della gelatinizzazione (deve risultare debolmente gelatinizzata,  con la goccia su piattino molto freddo) e invasate.

Marmellata di mandarini Marmelade de mandarine

Sempre da quest’ottimo libro di Christine Ferber, Le Larousse des confitures una ricetta ripresa oggi.

marmellata di mandarini da Christine Ferber Le Larousse des confitures
marmellata di mandarini da Christine Ferber Le Larousse des confitures

Ingredienti:

1 kg  e 1/2, o anche due di mandarini NON trattati, come quelli che ho appena ricevuto da Arance da gustare, produttore di Acireale che vi consiglio caldamente. Su Facebook potreste contattare Nadia Cavallaro. Questi sono i mandarini marzoli, mi dice Nadia.
Zucchero semolato, lo stesso peso del succo ottenuto
Il succo di 1 piccolo limone

Marmellata di Mandarini, Christine Ferber: Le Larousse des Confitures
Marmellata di Mandarini, Christine Ferber: Le Larousse des Confitures

Procedimento

Spazzolate i mandarini per bene sotto l’acqua fresca corrente e rimuovete con attenzione la sola parte colorata della scorza, badando a non intaccare l’albedo, e che metterete da parte.
Tagliate a metà i frutti e spremetene il succo.
Tagliate a listelli sottili le scorze rimosse e sbollentatele in acqua  un istante, scolate e nuovamente immergetele in nuova acqua bollente, lasciandole a sobbollire per 5 minuti e scolate.
Riunire il succo spremuto e lo zucchero nella pentola che utilizzerete per la conserva  e portate a soluzione, lentamente, mescolando e schiumando.
Aggiungere le scorze a filetti e portate a ebollizione, schiumare e cuocere a fuoco vivo per una decina di minuti, un quarto d’ora. Controllare la cottura con il termometro per la cottura dello zucchero (105 ° C) e/o con il metodo del piatto freddo (versare una goccia di marmellata su un piatto freddo e controllare se un poco mantiene la forma), e togliere dal fuoco. Ricordatevi che gli agrumi gelatinizzano durante la fase di raffreddamento, anche se in questo caso manca la fonte di pectina di solito rappresentata dall’albedo o dai semi inseriti in un sacchettino e immersi nel liquido in cottura.
Attendere che la marmellata si stabilizzi un poco (è ciò che faccio io, dopo aver letto questo consiglio di affidabilissimi libri inglesi, a proposito delle marmellate di agrumi). Mettere in barattoli sterilizzati preventivamente seguendo il solito metodo e chiudere con coperchi sterilizzati (alle volte ci passo dell’alcool da cucina, altre volte li immergo in acqua vicina al bollore).

© Copyright Claudia Cadoni 2010 – 2017

Un anno fa era solo un pulcino di gazza, trovato sotto casa. Soccorso dalla famiglia Bloom di Newport, Nuovo Galles del Sud, ne è diventato ben presto membro permanente. Oggi, la gazza è diventata una vera e propria star su Instagram grazie ad alcuni scatti che raccontano i suoi momenti insieme alla sua nuova famiglia. Ribattezzata «Penguin», ogni giorno spicca il volo sulla città, ma alla sera torna sempre a casa dei Bloom. Foto tratte da instagram.com/penguinthemagpie. © Riproduzione riservata
Unica gazza ladra ammessa questa qui, prego astenersi blogger copia e incolla plz ;)))

A proposito di questa foto, ecco una bellissima storia: un anno fa era solo un pulcino di gazza, trovato sotto casa. Soccorso dalla famiglia Bloom di Newport, Nuovo Galles del Sud, ne è diventato ben presto membro permanente.

Oggi, la gazza è diventata una vera e propria star su Instagram grazie ad alcuni scatti che raccontano i suoi momenti insieme alla sua nuova famiglia. Ribattezzata «Penguin», ogni giorno spicca il volo sulla città, ma alla sera torna sempre a casa dei Bloom. Foto tratte da instagram.com/penguinthemagpie. Diritti ovviamente tutti dell’autore (e della modella).