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Chips di cetriolo

chips cetriolo da flickr

Ho lavato,  asciugato per bene dei cetrioli, regalo di mia cognata, dal suo orto meraviglioso. Sono di una varietà lunga e sottile, con parte fibrosa maggiore e più compatta rispetto a quelli comuni.
Li ho affettati, regolarmente, a uno spessore di tre millimetri, cosparsi di sale (qualcuno li spruzza di aceto (io preferisco di no ma l’aceto esalta il sapore del cetriolo “fresco”, diciamo così, anche se essiccato) e aggiunge l’aneto) e li ho messi nell’essiccatore utilizzando dei tappetini inaderenti, della stessa misura dei cassetti.
Avevo del dragoncello fresco e ho fatto un paio di vassoi con le fette cosparse di quest’erba, buono|!
Qui li vedete ancora in corso d’opera, quelli pronti ce li siamo spazzolati praticamente ancora caldi.

Come supporto ho utilizzato i DrySilk, stesi nei cassetti dell’essiccatore. Aggiornamento: li ho fatti anche appoggiandoli direttamente sui cestelli dell’essiccatore, come ho visto fare da Isa senza dover provare io, rischiando,  e non si sono attaccati minimamente.
E guardate come le prepara Isolina, tagliandoli con la mandolina nel senso della lunghezza, e fatevi un giro in questo AAA AFFAscinante Blog.
Materiali – questi ed altri – che vi consiglio, e le cui specifiche tecniche sono descritte qui.
Anche in questo caso ho preferito un’essiccazione più veloce, con temperatura massima a 68 gradi, il programma P4 sull’essiccatore Tauro.
Sarebbe meglio processarli a 50-60 gradi,  (io non me ne accorgo. quanto al gusto), e  l’essiccazione, a queste temperature, può durare 30-48 ore.
A fine processo li ho invasati subitissimo, ancora caldi per evitare che assorbissero l’umidità atmosferica.

BUONISSIME CHIP! Il problema è che ve le scofanate immediatamente, tanto che la foto che vedete non ritrae quelli, essiccati e pronti, che ho fatto la scorsa settimana, ma quelli ancora in essiccatore adesso 🙂 fate conto che sono così dopo due o tre ore di trattamento.

Ma non dimenticate i più comuni pomodori (datterini) tagliati a metà ed essiccati (che sott’olio sono una favola) li trovati qui. E pure i Piccadilly e certi pomodori campani (sì, voglio sperare per loro e con loro) a lampadina (piccoli) . Li ho tagliati quasi a metà, nel senso che li ho fatti come le “chiappe” :DDD siciliane, eccoli qui, dopo un paio di ore nell’essiccatore. In questi due casi ho salato con del sale grosso e aggiunto della cipolla di Tropea (le parti più fibrose che avevo essiccato e tritato nel Bimby)

Pomodori campani chiappe :)

Le chips le ho fatte anche con le zucchine, qui e pure con i pomodori cuore di bue, e sono fantastiche, con Drysilk,  eccole in corso d’opera.

chips pomodori cuore di bue

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Pomodori datterini essiccati

pomodori datterini essiccati

Pomodoretti, in questo caso datterini, essiccati.
Presi, lavati, asciugati benissimo, divisi a metà.

STOP!

Messi nell’essiccatore, con il lato esterno di sotto, utilizzando certe retine molto comode, e processati impostando un programma (P4) che raggiunge la temperatura massima di 68 gradi  (sì, lo so, i nutrienti ecc… ma non mi nutro di solo verdura essiccata)

Questa volta li ho fatti senza alcuna aggiunta ma potreste prepararli come meglio vi aggrada, cospargendoli di sale, aggiungendo una puntina di zucchero (io li preferisco aciduli), erbe aromatiche, spezie.

Ho utilizzato l’essiccatore Tauro, che vi consiglio; se invece impiegaste il forno per essiccare (come ho fatto spesso anch’io (ventilato e lasciato con lo sportello socchiuso)) potreste valutare se vi possano servire questi materiali inaderenti, le cui specifiche tecniche sono descritte qui. Ovviamente ognuno di questi materiali ha caratteristiche proprie rispetto alle temperature massime, se usate il forno leggete per bene.

A fine processo li ho invasati subitissimo, ancora caldi per evitare che assorbissero l’umidità atmosferica.
Le chips di pomodoro, invece, che potreste preparare con pomodori a grappolo oppure perini, oppure anche, sorprendentemente, con i pomodori del tipo cuore di bue, le trovate qui.

Chips di pomodoro a grappolo (col tocco di timo)

Niente di più semplice e di maledettamente buono 🙂 e solleticante.
Le chips di pomodoro a grappolo, essiccate.
Ho lavato,  asciugato per bene i pomodori, li ho affettati, regolarmente, a uno spessore di quattro – cinque millimetri, cosparsi di timo fresco del mio terrazzo e alè.e li ho messi nell’essiccatore utilizzando dei tappetini inaderenti, della stessa misura dei cassetti.
Ex aequo per i due tipi di tappetini, ve li mostro:
ho utilizzato i DrySilk

ma anche i SiliSoft

che vi consiglio, e le cui specifiche tecniche sono descritte qui.
In questo caso ho optato per un’essiccazione più veloce, con temperatura massima a 68 gradi.
A fine processo li ho invasati subitissimo, ancora caldi per evitare che assorbissero l’umidità atmosferica.

BUONISSIME CHIP!
Se invece vi sfagiolano di più i pomodori (datterini) tagliati a metà ed essiccati (che sott’olio sono una favola) li trovati qui. Anche i Piccadilly, fatti così, sono molto buoni, provateli.
Le chips le ho fatte anche con i pomodori cuore di bue, e sono fantastiche, con Drysilk e, sempre in tema di chips, quelle di cetriolo sono una favola, e anche molto molto decorative.

Melanzane essiccate (e buone anche in carpione, anzi in saòr)

Qualcuno non le ama, quando le ricostituisce le trova spugnose, altri anche troppo amare.
Prima di essiccarle da me io le compravo secche, da Mascari, e le trovavo buonissime.
Come ora.
Certo non mi sono mai avventurata in chissà quali ricette per le melanzane fresche se non aggiungendole a sughi, senza reidratarle prima, o trattandole (in questo caso reidratandole) come i funghi secchi.
In genere taglio le melanzane, quelle lunghe, in perfetto stato di maturazione, nel senso della lunghezza, con l’affettatrice elettrica, ed essiccano piuttosto velocemente.
L’ultima volta le ho messe nell’essiccatore, senza procedere alla fase in cui si mettono sotto sale, compresse, a perdere l’acqua di vegetazione.
E’ tutto molto semplice: le lavate per bene, e, ben asciugate, le affettate e le ponete nei cestelli dell’essiccatore, curando di non sovrapporle.
In questo caso mi sono accorta di non aver abbastanza spazio nei cestelli per le melanzane preparate, così ho fatto di necessità virtù e le ho formate a cannolo, col risultato che si vede nella foto . In altri casi sono molto comode le zucchine essiccate intorno a un qualche ferro da cannolo, o da cono (non occorre che siano cotte, e sono perfette ripiene di qualcosa di buono, che le idrata quel tanto che basta) , le melanzane, invece, vanno cotte per eliminare la solanina e, pertanto, i rotolini li ho fatti solo per farci stare tutte le fette, e senza ferro: le melanzane hanno tenuto la forma.
Ho usato il programma P2, del mio essiccatore Tauro, che modula diverse temperature e ventilazioni per ottimizzare resa e consumi.
Tempi accettabili  e, ovviamente, variabili per tutti i fattori in gioco.
Volendo accelerare il processo potreste utilizzare un programma a temperatura molto più elevata, come il P4, magari un po’ prima che finisca il programma P2, Ovviamente il risultato sarà diverso ma consiglierei di provare, per rendersi conto della differenza di sapore.  A temperature inferiori e tempi più lunghi corrisponde la preservazione di più nutrienti.
Si raccomanda, il produttore, di non attendere il raffreddamento del prodotto ma di invasare subito, per evitare che il prodotto assorba l’umidità ambientale, in vasi ermetici, se volete sottovuoto.
Conservare al riparo della luce solare.
Utilizzi (miei): in aggiunta alle salse di pomodoro, per esempio, in frittate (controllare se sia sufficiente il liquido presente nelle uova, lasciandole magari un poco in ammollo lì) e ultimamente ho provato a farle in carpione, anzi in saòr, introducendo nella ricetta una piccola variazione, che vi riporto qui sotto.  Al momento, prima delle canoniche 24 ore di macerazione, le ho sentite con qualche nota di troppo del registro amarotico ma poi, col tempo, hanno perso quel sentore, favorito anche dalla presenza delle note amare dell’alloro e, in parte, della menta. Buonissimo e rifarò quella ricetta.
In pratica ho (ovviamente) saltato la fase della frittura delle melanzane e le ho unite, da secche al saòr, facendole bollire un pochetto, fino al loro ammorbidimento.’
Chi volesse saperne di più su questi essiccatori e sui programmi  può vedere il manuale in pdf, alla pagina del download sul sito del produttore.

Chips di zucchine (aromatizzate o no)

chips zucchine essiccate

Le zucchine, tagliate in senso contrario alla lunghezza, soprattutto, essiccano piuttosto velocemente e queste chips si fanno veramente in poche ore.
L’ultimo arrivato, dopo quello Stockli  è un modello orizzontale, a cassetti, molto più versatile per moltissime preparazioni, incluse le lunghe canditure, o le confetture col metodo Morandin,  e per le bellissime e veloci sfoglie di frutta o verdura, sottilissime (utilizzabili tutti gli spunti dei Leather inglesi), o le chips di polenta o di mais in grani.
Ne scriverò dopo, ora torniamo alle zucchine.
E’ tutto molto semplice: le lavate per bene, e, ben asciugate, le tagliate a rondelle.
A questo punto deciderete se aromatizzarle, cosa che vi consiglio, oppure anche no, provate nei due modi.
Con cosa? Io ho in terrazza della ottima menta e uso quella, uso anche un po’ della parte dello stelo delle cipolle di Tropea. Usate le erbe che preferite, anche aglio, erba cipollina.
Tritate finemente le erbe che preferite, e cospargete con il mix le zucchine tagliate a rondelle, aggiungendo peperoncino in polvere, o in minuti pezzetti, o pepe, quello che vi piace. Volendo potreste inserire tutto in un’ampia busta di plastica adatta agli alimenti, scuotendola per distribuire al meglio gli aromi.
Volendo potreste aggiungervi del sale ma non è necessario. O condire con la vostra salsa di soya preferita, anche Tamari. Io sto utilizzando anche l’aceto che resta dai miei sott’aceti, ne uso pochissimo, naturalmente, e trovo che aggiunga un tocco piacevolissimo al prodotto  (l’aceto non si avverte).
Disponete le rondelle sui vassoi dell’essiccatore, curando di non sovrapporle (queste le potete fare anche sugli essiccatori verticali) e iniziate il processo.
Il produttore degli essiccatori come il mio (Tauro essiccatori, il mio è questo modello)  ha recentemente messo in vendita queste retine, per me molto funzionali anche per le zucchine.
Ho usato il programma P2, che modula diverse temperature e ventilazioni per ottimizzare resa e consumi. Per renderle più croccanti ho impostato, al termine, il programma P4, a temperatura più elevata, per un’oretta o poco più.
Tempi accettabili  e, ovviamente, variabili per tutti i fattori in gioco.
Si raccomanda, il produttore, di non attendere il raffreddamento del prodotto ma di invasare subito, per evitare che il prodotto assorba l’umidità ambientale, in vasi ermetici, se volete sottovuoto.
Conservare al riparo della luce solare.
Chi volesse saperne di più su questi essiccatori e sui programmi  può vedere il manuale in pdf, alla pagina del download sul sito del produttore.

Utilizzi: sono così sottili che si reidratano in un lampo, per esempio se voleste usarle per una frittata sarebbero pronte, mentre si scalda l’olio, immerse nelle uova sbattute.
Si possono anche usare, polverizzate, in vellutate o in ripieni. Sono praticamente pronte per essere brevemente cucinate.
E mangiate come aperitivo, così come escono dall’essiccatore,  sono buonissime chips ipocaloriche.
Le ho fatte anche con lo spiralizzatore, ci mettono pochissimo a essiccarsi, e a “spaghetti”. Le mie favorite sono le rondelle, all’aceto ed erbe aromatiche.